Phantom Blade Zero si prepara a offrire un’avventura ricca di scontri principali. Il gioco sviluppato da S-Game includerà almeno 50 boss, anche se il numero finale potrebbe aumentare prima dell’uscita. A suggerirlo è il direttore Qiwei “Soulframe” Liang, che ha collegato la quantità dei boss al sistema di armi presente nell’action RPG.
Il titolo arriverà il 29 ottobre su PlayStation 5 e PC, portando con sé un sistema di combattimento basato su arti marziali cinesi, armi differenti e un’impronta definita dagli sviluppatori come kung fu punk.
Almeno 50 boss da affrontare
Il numero nasce dalla struttura dell’arsenale. Phantom Blade Zero dovrebbe includere circa 30 armi principali e una ventina di armi secondarie. Secondo Liang, ogni arma può essere ottenuta sconfiggendo un boss, creando così un legame diretto tra la varietà dell’equipaggiamento e quella degli scontri.
Il conto porta ad almeno 50 boss complessivi. Il direttore ha però sottolineato che il numero non deve essere considerato definitivo, perché nel gioco potrebbero esserci altri avversari oltre quelli associati alle armi.
Questo significa che il dato comunicato non rappresenta necessariamente il totale ufficiale dell’avventura. Al contrario, lascia intendere una struttura ancora più ampia, con boss legati alla progressione principale, all’esplorazione o a contenuti opzionali.
Un arsenale costruito attorno ai boss
Le armi non rappresentano soltanto una ricompensa, ma anche uno degli elementi centrali dell’esperienza. Le circa 30 armi principali e le 20 secondarie dovrebbero offrire stili di combattimento differenti, spingendo il giocatore a sperimentare approcci diversi.
La presenza di tanti equipaggiamenti acquista ancora più valore se ogni arma è legata a uno scontro specifico. In questo modo, affrontare un boss non serve soltanto a superare un ostacolo, ma permette anche di ampliare le possibilità disponibili durante il resto dell’avventura.
La varietà dell’arsenale potrebbe quindi influenzare direttamente il modo in cui si affrontano i combattimenti. Un giocatore potrebbe preferire concentrarsi su poche armi, mentre un altro potrebbe cercare ogni boss proprio per scoprire nuove configurazioni e alternative offensive.
Nemici sempre più vari
La varietà non riguarderà soltanto i boss. Liang ha spiegato che anche i nemici comuni saranno caratterizzati da strategie e caratteristiche fisiche differenti, con un roster destinato ad ampliarsi durante la seconda parte del gioco.
Tra le categorie già mostrate figurano:
- Nemici grandi e piccoli.
- Avversari dotati di scudo.
- Combattenti a cavallo.
- Guerrieri basati su elementi delle arti marziali cinesi.
Gli sviluppatori vogliono mantenere una linea comune legata al kung fu punk, aggiungendo però elementi originali e differenze concrete nel comportamento degli avversari. L’identità del gioco dovrebbe quindi emergere non solo dall’estetica, ma anche dal modo in cui ogni nemico costringe a modificare il proprio approccio.
La progressione cambia il ritmo degli scontri
Secondo le informazioni condivise dal direttore, la varietà aumenterà man mano che si avanzerà verso la parte finale dell’avventura. Le aree più avanzate presenteranno nemici con caratteristiche fisiche e strategie differenti rispetto a quelli incontrati nelle prime ore.
Questa progressione può avere un impatto importante sul ritmo dell’esperienza. Se i nuovi avversari non si limiteranno ad avere più salute o a infliggere più danni, ogni zona potrebbe proporre sfide con regole diverse. Il giocatore dovrà quindi osservare i comportamenti, riconoscere le minacce principali e scegliere l’arma più adatta alla situazione.
Il risultato dovrebbe essere un sistema in cui la difficoltà non cresce soltanto attraverso i numeri, ma anche attraverso la complessità degli incontri.

I nemici sconfitti non ricompaiono
Un’altra scelta particolare riguarda il respawn degli avversari. In Phantom Blade Zero, i nemici sconfitti non torneranno in vita dopo essere stati eliminati.
È una decisione che distingue il gioco da molti action RPG e Soulslike, dove le aree vengono spesso ripopolate quando il personaggio riposa o torna a un punto di controllo. Qui ogni eliminazione dovrebbe rimanere definitiva, almeno per quanto riguarda i nemici già affrontati.
Gli sviluppatori hanno spiegato di voler evitare che gli avversari vengano percepiti soltanto come una fonte ripetibile di esperienza e materiali. L’obiettivo è spingere il giocatore a vivere ogni incontro come un’esperienza unica, invece di trasformarlo in un’occasione per accumulare risorse attraverso il combattimento ripetuto.
Una scelta rischiosa
La decisione di eliminare il respawn potrebbe avere conseguenze importanti sul ritmo dell’avventura. Da una parte, rende ogni scontro più significativo e dà la sensazione di modificare davvero il mondo di gioco. Dall’altra, riduce le opportunità di ripetere combattimenti per accumulare materiali o perfezionare una build.
Tutto dipenderà dalla quantità di risorse disponibili e dal modo in cui sarà strutturata la progressione. Se il gioco offrirà abbastanza alternative, la scelta potrebbe funzionare senza creare problemi. Se invece alcune armi richiederanno investimenti elevati, l’assenza di nemici ricorrenti potrebbe rendere più difficile recuperare rapidamente ciò che serve.
In ogni caso, si tratta di una caratteristica che rafforza l’identità di Phantom Blade Zero. Il gioco non sembra voler costruire il proprio sistema attorno alla ripetizione degli stessi scontri, ma attorno alla scoperta continua di nuove minacce.
Un action RPG costruito sul combattimento
Il combattimento resta il cuore dell’esperienza. S-Game ha investito molto nelle animazioni, nella cattura dei movimenti e nella varietà delle armi, con l’obiettivo di rendere ogni scontro più spettacolare ma anche più leggibile.
La presenza di Donnie Yen nel lavoro legato alle animazioni e alla performance ha contribuito a rafforzare l’identità marziale del progetto. Le arti cinesi rappresentano la base comune dei nemici e delle tecniche, mentre l’ambientazione e il design aggiungono una componente più moderna e fantastica.
Il risultato è un sistema che vuole combinare precisione, velocità e spettacolarità. Per funzionare davvero, però, ogni arma dovrà offrire differenze concrete e non soltanto variazioni estetiche.
Cosa aspettarsi dal lancio
Phantom Blade Zero arriverà il 29 ottobre su PlayStation 5 e PC. Le informazioni condivise dagli sviluppatori descrivono un gioco con una quantità importante di boss, un arsenale molto ampio e una progressione pensata per aumentare la varietà degli scontri con il passare delle ore.
Il dato dei 50 boss è già notevole, ma la parte più interessante sarà capire quanto saranno diversi tra loro. La quantità può attirare l’attenzione, ma saranno la qualità degli incontri, la varietà delle ricompense e il rapporto con le armi a determinare il valore effettivo dell’esperienza.
Per ora, Phantom Blade Zero sembra voler puntare su un’avventura ricca di combattimenti unici, nemici sempre più complessi e un sistema che premia la scoperta invece della ripetizione. La risposta definitiva arriverà con il lancio.
Lascia una reazione
Grazie per la tua reazione.

