Tomb Raider: Legacy of Atlantis, l’Egitto porta il soprannaturale con la mummia gatto

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Un sarcofago cade a terra, il coperchio si spalanca e ne esce una mummia con le fattezze di un gatto, pronta a lanciare fuoco contro Lara Croft. Secondo Crystal Dynamics, questo momento deve funzionare come un pugno in faccia. Il nuovo episodio del diario di sviluppo di Tomb Raider: Legacy of Atlantis racconta proprio il passaggio in cui il gioco smette di essere una sfida contro la natura e diventa qualcosa di più strano. Dopo gli animali del Perù e i mercenari della Grecia, in Egitto arrivano i nemici ultraterreni.

Il mini documentario, pubblicato da Amazon Game Studios e Crystal Dynamics, si concentra sulle creature della regione e su come sono state pensate, animate e inserite nel ritmo del combattimento. Il protagonista assoluto è la Cat Mummy, che gli sviluppatori descrivono come il simbolo di un salto di qualità nella varietà e nella difficoltà degli scontri.

Un remake che guarda al debutto di Lara

Prima di entrare nel merito, conviene ricordare di che cosa parliamo. Tomb Raider: Legacy of Atlantis è un action adventure narrativo per giocatore singolo che reinterpreta l’avventura d’esordio di Lara Croft, uscita nel 1996. I giocatori seguono Lara in un viaggio intorno al mondo alla ricerca dei segreti perduti di Atlantide.

L’obiettivo dichiarato è rendere omaggio allo spirito dell’originale, arricchendolo con grafica spettacolare, gameplay completamente modernizzato e nuove sorprese. Le ambientazioni sono immersive e gli enigmi storici vengono ripensati con meccaniche inedite. Tra i momenti che i fan ricordano c’è l’epico scontro con il T-Rex, che prende vita attraverso sequenze dal forte impatto cinematografico.

In questo quadro, l’Egitto ha un ruolo particolare. Il progetto racconta il mondo tappa per tappa, e ogni regione porta con sé un tipo diverso di minaccia. Il Perù ha offerto predatori selvatici, la Grecia ha messo Lara di fronte a mercenari. L’Egitto, invece, cambia registro.

L’Egitto come punto di svolta

A spiegarlo è Raul Siqueira, Game Director di Crystal Dynamics. Per lui l’Egitto rappresenta il momento in cui il soprannaturale entra ufficialmente nel gioco, e lo studio intende celebrarlo senza andarci piano. La promessa è chiara: creature volanti, mummie gatto e una serie di nemici che i giocatori vorranno affrontare e, allo stesso tempo, osservare con attenzione.

Il motivo dell’osservazione è pratico. Secondo Siqueira, il comportamento delle creature rivela informazioni sull’ambiente circostante. Un nemico non è solo un ostacolo da abbattere, ma una fonte di indizi su ciò che aspetta Lara nelle profondità delle tombe.

Un ingresso pensato per sorprendere

Il cambio di tono è progettato per essere sconvolgente. Siqueira descrive il primo incontro con la mummia come il momento in cui il sarcofago cade e la creatura balza fuori, un’introduzione che deve colpire come un pugno. È il modo scelto dallo studio per dire ai giocatori: guardate quanto è grandioso questo gioco.

Non si tratta di un semplice effetto scenico. La scelta serve a ridefinire le aspettative di chi ha giocato le sezioni precedenti. Chi arriva in Egitto dopo Perù e Grecia si aspetta nuove ambientazioni, ma non necessariamente un cambio così netto nel tipo di minaccia.

La mummia gatto, protagonista degli scontri

La mummia gatto è la nuova minaccia di punta. Jason Epps, Design Director di Crystal Dynamics, la definisce un grande esempio dei nemici ultraterreni che iniziano a comparire in Egitto. Avanza lentamente, ma non per questo è un avversario facile da gestire.

Il suo repertorio comprende due modalità di attacco. Da una parte lancia palle di fuoco, dall’altra balza addosso al bersaglio per combattere in mischia. Secondo Epps, queste caratteristiche indicano l’aumento del livello di sfida e della varietà di abilità dei nemici egizi.

Incontri pensati per mettere sotto pressione

Nel diario si parla di più scontri con mummie gatto sparsi lungo l’avventura. Epps li definisce incontri angoscianti, costruiti per spingere i giocatori a usare tutto ciò che Lara ha a disposizione:

  • lo sparo con le armi;
  • il movimento nell’arena;
  • la modalità focus;
  • la combinazione di tutti questi strumenti.

Per Siqueira, la creatura è la prima nemica soprannaturale introdotta nel gioco. Le sue abilità magiche sono di quelle che si possono amare oppure odiare, a seconda dello stile di ciascuno. Le granate incendiarie che lancia esplodono se il giocatore resta fermo, e i suoi movimenti sono pensati per mettere alla prova i riflessi.

Un combattimento che non ammette immobilità

Il punto centrale è la filosofia di combattimento. Il Game Director sottolinea che questo non è un cover shooter. Non basta restare dietro un riparo e sparare, perché il gioco chiede di sfruttare sia l’arsenale sia l’ambiente circostante.

La mummia gatto costringe a fare esattamente questo. Il giocatore deve decidere se schivare, se usare il focus o se scattare per uscire dalla traiettoria. L’idea, spiega Siqueira, è tenere sempre in movimento chi combatte, in modo che lo scontro prosegua in maniera naturale e fluida.

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Guardiani, leopardi e creature mitiche

L’Egitto non è popolato solo da mummie. Mateusz Dzięcioł, Level Designer di Flying Wild Hog, spiega che la fauna cambia in base alla zona. All’esterno, nelle grandi grotte e nei canyon dove si nasconde la città di Kamun, Lara incontrerà animali selvatici. Più si avvicina ai segreti dell’antico Egitto, più aumentano i guardiani soprannaturali.

Anche i predatori più familiari cambiano volto. Il primo incontro con il leopardo in Egitto è descritto come molto teso, perché l’animale può saltare addosso a Lara dal nulla. Può anche infilarsi in qualsiasi covo intorno al giocatore. Secondo Dzięcioł, l’effetto è far sentire che quell’ambiente appartiene all’animale e non a chi lo attraversa. Questa, ricorda, è la tomba.

Il ruolo delle creature ibride

Sul fronte mitologico interviene Jeff Adams, Experience Director. Alla fine della sezione greca compare un accenno a un combattimento con un centauro. Arrivati in Egitto, invece, le creature ibride diventano protagoniste dell’esperienza di combattimento.

Adams aggiunge un principio che guida tutto il lavoro di progettazione. Ogni creatura deve sentirsi a casa propria, quindi i nemici sono legati alla regione in cui ci si trova. Per fare un esempio, in Egitto non si combatterà contro il leopardo delle nevi di un altro Paese.

Il contributo di Flying Wild Hog

Il documentario mette in luce anche il lavoro degli sviluppatori di Flying Wild Hog. Lo studio si è occupato di animare i nemici e di definirne il comportamento nelle diverse situazioni di gioco. La Cat Mummy viene usata come caso di studio per mostrare come questo lavoro prenda forma.

È un dettaglio interessante perché racconta quanto sia stretta la collaborazione tra i team coinvolti. Il comportamento di un nemico non dipende solo dalle sue abilità sulla carta, ma da come si muove, reagisce e occupa lo spazio. Nel caso della mummia gatto, il risultato è una creatura che alterna lentezza e improvvisi scatti offensivi.

Quello che sappiamo sul lancio

Tomb Raider: Legacy of Atlantis sarà disponibile dal 12 febbraio 2027 su PlayStation 5, Xbox Series X|S, Steam e Nintendo Switch 2. I preordini sono già aperti, e le edizioni si possono assicurare prima del lancio.

Il nuovo episodio si inserisce in una serie di mini documentari che accompagna l’avvicinamento all’uscita. Le puntate precedenti coprono temi molto diversi:

  • Episodio 10: Reimmaginare l’Egitto.
  • Episodio 9: Creature della Grecia.
  • Episodio 8: Reimmaginare la Grecia.
  • Episodio 7: Alla scoperta di Natla.
  • Episodio 6: Combattimento e progressione.
  • Episodio 5: Enigmi e trappole.
  • Episodio 4: Esplorazione e movimento, ripensati.
  • Episodio 3: Le creature del Perù.
  • Episodio 2: Reinventare il Perù.
  • Episodio 1: Alla scoperta di Lara Croft.

Gli sviluppatori hanno annunciato che nei prossimi mesi arriveranno altri mini documentari, approfondimenti e sguardi esclusivi sul mondo del gioco. Per recuperare altre informazioni vi rimandiamo al Blog ufficiale di Tomb Raider: Legacy of Atlantis.

Perché questo episodio conta

Il diario sull’Egitto lascia intravedere la direzione del progetto. Crystal Dynamics vuole un combattimento dinamico, dove i nemici obbligano a muoversi e a leggere l’ambiente. Allo stesso tempo, cerca di dare a ogni regione un’identità precisa, con creature che appartengono al luogo in cui vivono.

Resta da vedere come tutto questo si tradurrà nel gioco finale. Le dichiarazioni degli sviluppatori promettono varietà e intensità, ma sarà solo l’esperienza diretta a chiarire se l’equilibrio tra omaggio al 1996 e modernizzazione riuscirà davvero. Per ora, la mummia gatto è un ottimo biglietto da visita.

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Andrea Dal Zoppo - ZioSen
Andrea Dal Zoppo - ZioSenhttps://codeplay.it
Appassionato di videogames in tutte le sue forme dall'età di 6 anni. Appassionato di musica, grafica, doppiaggio e scrittura. Mi puoi trovare su YouTube come Lo ZioSen. CodePlay.it è la mia creatura e qui troverete le mie sincere e soggettive opinioni sul mondo videoludico.

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