
Non è Bloodborne 2. Non è il remaster che i fan aspettano da dieci anni. Non è nemmeno la patch a 60 fps su PS5 che la community chiede da quando esiste PS5. Eppure, dopo anni di silenzio assoluto sul futuro del franchise, Sony ha finalmente fatto qualcosa con uno dei suoi IP più amati e più trascurati: ha annunciato un film d’animazione di Bloodborne.
L’annuncio è arrivato il 13 aprile 2026 durante la presentazione di Sony Pictures al CinemaCon di Las Vegas. Un film animato, rating R, prodotto da PlayStation Productions insieme allo studio Lyrical Animation e con il content creator irlandese Seán “Jacksepticeye” McLoughlin nel ruolo di co-produttore. Regista, sceneggiatore e cast vocale ancora senza nome. Nessuna data di uscita. Solo l’annuncio, e una community che ha risposto con tutto lo spettro emotivo possibile.

Cos’è Bloodborne e perché questo annuncio è così significativo
Per capire le reazioni alla notizia è necessario capire cosa rappresenta Bloodborne per chi lo ha giocato. Sviluppato da FromSoftware e diretto da Hidetaka Miyazaki, creatore della serie Souls e di Elden Ring, il gioco è uscito nel 2015 come esclusiva PlayStation 4 e non ha mai ricevuto un aggiornamento, un remaster, un porting su PC o un seguito.
L’ambientazione è la città gotica di Yharnam, consumata da una piaga che trasforma i suoi abitanti in creature mostruose. L’atmosfera attinge a piene mani dall’horror cosmico di Lovecraft, costruendo una narrativa criptica che non si spiega mai direttamente ma si svela attraverso le descrizioni degli oggetti, l’architettura degli ambienti e i dialoghi dei personaggi. È un universo ricco, denso e con una mitologia che si presta naturalmente a espansioni narrative al di fuori del videogioco.
Nel corso degli anni Bloodborne è diventato un culto. Una delle fanbase più appassionate e fedeli dell’intera industria videoludica, che da un decennio chiede a Sony di fare qualcosa con questo universo. Il film animato è la prima risposta concreta a quella richiesta, e arriva in una forma che nessuno si aspettava.
I dettagli del progetto: cosa sappiamo
Le informazioni ufficiali disponibili sono ancora poche, ma sufficienti per costruire un primo quadro del progetto.
Il team di produzione
Tre entità sono coinvolte direttamente nello sviluppo del film:
- PlayStation Productions, la divisione Sony dedicata agli adattamenti dei propri IP videoludici, già al lavoro su The Last of Us e Uncharted
- Lyrical Animation, uno studio creato appositamente per questo progetto dalla casa madre Lyrical Media, pensato per gestire adattamenti animati maturi degli IP Sony
- Seán “Jacksepticeye” McLoughlin, co-produttore del film
Vale la pena notare che Lyrical Animation sta lavorando parallelamente anche all’adattamento animato di Death Stranding: Mosquito, il che suggerisce che Sony abbia costruito uno studio dedicato specificamente agli adattamenti animati per adulti del suo catalogo gaming.
Le parole di Sony
Sanford Panitch, presidente di Sony Pictures Entertainment, ha dichiarato durante la presentazione al CinemaCon che il film sarà molto fedele al gioco originale. Una promessa breve ma importante, considerando quanto spesso gli adattamenti videoludici si allontanino dalla fonte fino a diventare irriconoscibili.
Le parole di Jacksepticeye
McLoughlin ha scelto di annunciare il suo coinvolgimento direttamente sul subreddit dedicato a Bloodborne, uno degli spazi online più critici e attenti che esistano sull’argomento. Ha scritto di voler fare tutto ciò che è in suo potere per realizzare la migliore adattazione possibile, sottolineando quanto Bloodborne sia il suo gioco preferito di sempre e quanto conosca la passione e la fame della sua community.
Cosa manca ancora
I dettagli assenti sono al momento più numerosi di quelli disponibili:
- Nessun regista annunciato
- Nessuno sceneggiatore confermato
- Nessun cast vocale
- Nessuna data di uscita
- Nessun coinvolgimento confermato di FromSoftware o di Hidetaka Miyazaki
Quest’ultimo punto è quello che divide di più la community, e vale la pena approfondirlo.

Il nodo FromSoftware: la vera domanda che tutti si stanno facendo
Sony possiede l’IP di Bloodborne, ma il gioco è stato creato da FromSoftware sotto la direzione di Miyazaki. E il nome di FromSoftware non compare in nessuna comunicazione ufficiale legata al film.
La teoria più diffusa tra i fan è che Miyazaki abbia un approccio molto protettivo nei confronti del suo lavoro, e che la situazione attorno a Bloodborne sia di fatto uno stallo creativo: Sony vuole fare qualcosa con l’IP, ma farlo senza la supervisione di chi lo ha creato è un rischio che la community percepisce come reale. Un remaster o un sequel senza FromSoftware sarebbe probabilmente accolto con ostilità. Un film animato, invece, è un territorio più neutro, meno vincolante, più facile da accettare anche senza il nome dello studio giapponese in copertina.
Se questa lettura è corretta, il film potrebbe essere un modo per tenere vivo il franchise e misurare l’interesse del pubblico, lasciando aperta la porta a un ritorno videoludico futuro. Non è una lettura necessariamente negativa: se il film è fatto bene, potrebbe anzi spingere Sony e FromSoftware verso una conversazione più seria su cosa fare con Bloodborne nel medium in cui è nato.
La reazione della community: tra speranza e diffidenza
Le reazioni all’annuncio sono state immediate e tutt’altro che uniformi. I commenti più votati sul subreddit in risposta al post di Jacksepticeye rispecchiano l’umore generale della fanbase:
“Abbiamo ottenuto un film animato prima della patch a 60 fps” è probabilmente il commento che meglio sintetizza la frustrazione di chi, prima di qualsiasi adattamento, vorrebbe semplicemente poter giocare a Bloodborne su hardware moderno senza i limiti tecnici della versione originale del 2015.
C’è poi la questione Jacksepticeye. La sua presenza come produttore ha sorpreso molti, ma l’uomo ha costruito negli anni una credenziale difficile da ignorare: oltre tre tatuaggi dedicati a Bloodborne, anni di contenuti sul gioco, una conoscenza della lore che è pubblica e documentata. Il suo ruolo non è quello di scrivere o dirigere, ma di essere una voce interna che conosce il materiale e la community. In questo senso, la scelta ha una logica.
La preoccupazione reale, quella che determinerà se questo film sarà buono o meno, riguarda i nomi che Sony non ha ancora annunciato: il regista e lo sceneggiatore. Sono loro che faranno la differenza.
Sony e gli adattamenti gaming: una strategia sempre più chiara
L’annuncio di Bloodborne si inserisce in una tendenza precisa. Dopo il successo critico e commerciale di The Last of Us su HBO, PlayStation Productions ha accelerato la sua strategia di adattamento degli IP Sony in altri media. Il formato animato per adulti si presta particolarmente bene a universi come quello di Bloodborne, dove l’estetica visiva e il tono maturo sono inseparabili dalla narrativa.
Il rating R è uno dei segnali più positivi dell’intero annuncio. Significa che Sony non ha intenzione di ammorbidire il materiale originale per allargare il pubblico a tutti i costi. Bloodborne è un’esperienza adulta, disturbante, filosoficamente densa. Un film che tradisse questo tono sarebbe peggio di nessun film.
Cosa aspettarsi adesso
Il progetto esiste, è ufficiale, e ha una direzione chiara almeno nelle sue linee generali. Quello che manca è tutto il resto, e sarà nei prossimi annunci che capiremo se Sony sta davvero facendo le cose per bene.
I punti da tenere monitorati sono:
- Il nome del regista, che dirà quasi tutto sulla visione creativa del film
- Il nome dello sceneggiatore, che determinerà quanto profondamente verrà esplorata la lore
- Un eventuale coinvolgimento ufficiale di FromSoftware o Miyazaki
- Il primo materiale visivo, che mostrerà quale stile animato Sony ha scelto per Yharnam
Yharnam ha aspettato dieci anni per tornare. Speriamo solo che chi la porterà sullo schermo sappia davvero cosa sta tenendo tra le mani.
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